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PER AZIENDE

Il progetto mette in relazione alcuni aspetti delle competenze di Angelo, ovvero, la capacità di intervistare e stimolare su tematiche legate al mondo dell’innovazione e della creatività in generale, la capacità di realizzare materialmente ciò che progetta grazie alla conoscenza di tecniche costruttive.
Premesso che la barca a vela necessità di gioco di squadra e quindi di collaborazione e spesso è occasione di confronto su come affrontare specifiche situazioni al fine di far andare la barca nella direzione voluta con il vento che c’è a disposizione, questo progetto parte proprio da questa necessità di interazione e confronto, a volte anche aspro e duro, per sviscerare idee e spunti in ambito innovativo anche se non necessariamente legati al mare.
Infatti Sulla barca a vela così come in un qualsiasi gruppo c’è il leader che è la persona che porta il gruppo a raggiungere il suo obiettivo. Tutti possiamo essere leader a seconda delle situazioni in cui ci troviamo e scegliere uno stile direttivo.
Lo stile direttivo è riscontrabile in quelle situazioni ove il leader assume su di sé tutte le responsabilità decisionali. Il gruppo, in questo caso, non ha alcuna possibilità di influenzare la sua volontà, pressoché assoluta. Lo stile persuasivo è proprio di quel leader che desidera coinvolgere nel processo decisionale i componenti del gruppo, riservandosi la decisione finale.Quando il leader, in rapporto al gruppo, non è che un “prius inter pares”, allora il suo stile viene definito partecipativo. Il leader che affida alle decisioni del gruppo la scelta degli obiettivi e le modalità per conseguirli, è caratterizzato da uno stile elegante.
Ciascuno di questi quattro stili non è giusto o sbagliato di per sé. Essi presentano vantaggi e svantaggi, limiti e aspetti positivi. Ciascuno di noi adotta, come stile prevalente, uno di questi quattro stili fondamentali o una loro combinazione. In barca a vela come nella gestione di un’impresa bisogna saperli adottare tutti, in rapporto al livello di maturità, professionalità, responsabilità e motivazione del gruppo. Insomma, lo stile di leadership deve essere adattato alla situazione.
La varca a vela aiuta a comprendere come gestire un gruppo nel quale ci sono sempre aspetti emotivi, psicologici, e aspetti di contenuto e cognitivi, che appartengono alle singole persone e che essendo presenti in ognuno di noi creano delle dinamiche di gruppo di cui bisogna tener conto. In barca a vela come in ogni gruppo è importante darsi dei ruoli e degli obiettivi, più che delle regole e dei mansionari, perchè far gruppo serve a creare interazioni che aumentino la performance riducendo stress e competizione inutile. le dinamiche del gruppo si materializzano come conflitti, questioni territoriali, rapporti di influenza, relazioni tra leader e follower, sindrome del capro espiatorio.
Per condurre una barca a vela occorre sinergia che è un fenomeno meraviglioso quando avviene. Ha del miracoloso. Infatti fa in modo che uno più uno faccia almeno tre.
E perchè? Perchè si somma la personalità di un individuo all’interazione che permette di raggiungere problem solving di qualità e produrre un risultato che è maggiore della somma dei singoli elementi.
 

 
Quindi faremo delle veleggiate, sosteremo sotto costa e faremo il bagno sia navigando a vela che in stazionamento. Mangeremo a bordo cucinando assieme.
I temi che saranno trattati saranno legati al rapporto tra produzione ed economia ovvero come rendere i progetti sostenibili e realizzabili rispettando l’idea progettuale ma compatibili con le richieste di mercato. Ovviamente le tematiche possono esser anche concordate preventivamente e modificate con almeno 3 giorni di anticipo.

 

Jean Jacques HERBULOT

Nacque nelle Ardenne in Francia, a Belval nel 1909. Gli fu riconosciuta la qualifica di Architetto Navale dal governo francese, ma il “design” delle barche fu per lui un vero e proprio divertimento tanto che riuscì ad ottenere un record progettandone più di un centinaio, dal Vaurien di soli 4,08 metri fino al “KETCH BEAUFORT” di 14m, “16m” e 18m. Le sue più importanti creazioni furono il Caravelle, il Corsaire, la Cotre des Glenans, il Maraudeur, e il Vaurien. Herbulot è stato considerato l’Architetto Navale che ha permesso la democratizzazione della vela in Francia e negli altri paesi europei, progettando, fin dagli anni ’50, imbarcazioni in compensato marino facili da produrre e da condurre, di costi accessibili e adatte alle scuole di vela. Ma Jean Jacques HERBULOT è stato anche un fantastico sportivo e skipper rappresentando la Francia in ben quattro Olimpiadi: Los Angeles (1932, Star Class), Kiel (1936, Star Class), Torquay (1948, Firefly Class), Melbourne (1956, 5,50 JI Class). Jean Jacques HERBULOT è stato anche il pioniere dello sviluppo di spinnaker asimmetrici che furono utlizzati in seguito durante manifestazioni olimpiche internazionali e nell’America’s Cup del 1957.

 


 

Tous ces bateaux, tous ces petits frères que je retrouve aujourd’hui sur les plans d’eau, témoignent de la fécondité du crayon de Jean-Jacques Herbulot, de son sens de la mer et du vent, de son habileté à concevoir un bateau qui réponde parfaitement à un programme d’utilisation et de navigation.
Florence Herbulot